Call

CALL FOR ARTISTS&WRITERS “COSMOGONIE”

L’Associazione giovanile Fame di Libri Sete di Arte è lieta di presentarvi “COSMOGONIE“, la Call for Artists & Writers, con la quale verranno selezionati artisti e scrittori emergenti del territorio romano per la realizzazione del primo evento culturale che si terrà nelle date 4 e 5 dicembre 2021 all’interno del progetto “Fame di Libri Sete di Arte“, progetto vincitore del bando VitaminaG nell’ambito del programma GenerAzioniGiovani.it finanziato dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio con il sostegno del Dipartimento per la Gioventù.

A chi ci rivolgiamo?

Sono invitati a partecipare artisti e scrittori emergenti del territorio romano presentando fino a 3 opere per le categorie: fotografia, opere pittoriche, scultura, installazioni, performance, narrativa (romanzo, racconto, raccolta di racconti), poesia (raccolta di poesie), saggistica.

Cosmogonie come tema della Call. Cosa intendiamo?

La nascita, la creazione, la relazione e l’evoluzione del rapporto dell’uomo con il cosmo. L’uomo al centro del cosmo ed esso stesso cosmo. “Si dice che quando una persona guarda le stelle è come se volesse ritrovare la propria dimensione dispersa nell’universo.” Cit. Salvador Dalì. Se vuoi saperne di più leggi con attenzione il punto 4 della Call.

Cosa occorre fare per partecipare?

Per partecipare occorre:

  • prendere visione della Call cliccando QUI;
  • prendere visione dell’Informativa Privacy dedicata cliccando QUI;
  • compilare uno dei due moduli cliccando su uno dei pulsanti che seguono:

C’è un termine entro il quale partecipare?

Si, i candidati potranno partecipare alla Call compilando uno dei suddetti moduli entro le ore 00.00 del 14 novembre 2021.

Cosa accade se si viene selezionati?

Gli artisti e gli scrittori selezionati vedranno le loro opere presentate all’evento che si terrà nella storica sala Alessandrina del Museo di Storia dell’Arte Sanitaria, nel complesso dell’Ospedale Santo Spirito in Sassia, con accesso in Lungotevere in Sassia, 3, Roma. In particolare, le opere artistiche verranno allestite in una mostra collettiva; mentre le opere letterarie verranno presentante insieme con gli autori in momenti dedicati.

Cosa accade se non si viene selezionati?

Gli artisti e gli scrittori che non passeranno la selezione potranno in ogni caso vedere pubblicate le loro opere artistiche e letterarie nelle vetrine già presenti sul sito e create appositamente per promuovere e valorizzare l’arte e la scrittura tra i giovani (vetrina per gli artisti; vetrina per gli scrittori).

Si vincono dei premi?

Si, alla fine di tutti e tre gli eventi che organizzeremo all’interno del progetto “Fame di Libri Sete di Arte” con cui abbiamo vinto il bando Vitamina G, dato il già elevato valore dell’iniziativa, verranno assegnati dei premi simbolici (v. punto 9 della Call).

Cosa aspetti? Libera la tua creatività e fatti conoscere!

Scaduta la Call “Cosmogonie”. Ringraziamo tutti i numerosi partecipanti! Al momento sono in corso le valutazioni …! A breve i responsi !

Libri, Living Books

Bakery House “Dolcementesamy”

Un appartamento contemporaneo dove il design incontra il gusto

dell’Arch. Giovanni Callocchia

  • Anno di completamento del progetto: 2020

A Lissone, “Capitale del mobile” della Brianza monzese, nota in Italia e all’estero per la produzione e il commercio di articoli per l’arredamento, un appartamento di circa 120 mq viene trasformato in una Bakery House.
Il progetto è firmato dall’architetto romano Giovanni Callocchia che è riuscito a tramutare in realtà il sogno della pasticcera Samantha Menato trasformando un classico appartamento, situato al quinto piano di una palazzina degli anni ’80, in una micro impresa domestica alimentare ovvero in una pasticceria casalinga.
Protagonista del progetto, dunque, è la cucina che, progettata nel rispetto della regolamentazione HACCP, combina qualità estetica a esigenze pratiche e funzionali della committenza. Spazi ampi e luminosi, superfici lisce e pulite, colori neutri e chiari si combinano ad un design contemporaneo molto sobrio ed elegante dove l’architettura lascia spazio al gusto, alla creatività e alla fantasia.
Un soggiorno, con area lounge e zona pranzo, affacciati entrambi così come la cucina su un terrazzo di 15 mq, due camere da letto, due bagni e uno spazio di servizio sono gli ambienti che costituiscono l’appartamento e che il progettista è riuscito a ricavare cercando di sfruttare al massimo i metri quadri disponibili e ponendo una particolare attenzione all’innovazione tecnologica, alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico.

La progettazione della libreria nasce in simbiosi con i proprietari, per renderla unica e personale con loro, le misure di progetto sono l’unione delle loro date di nascita a sx lei e dx lui, con elementi trasversali che vanno a unire le due parti come gesto di unione tra loro, la libreria nasce come elemento di arredo basato sulla loro unione che incastrando i segmenti si uniscono anche loro nella vita, le parti verticali sono binari che viaggiano verso l’infinito ma intersecati dagli elementi orizzontali creano un amore unico e inscindibile. I colori intersecano perfettamente l’armonia che c’è con tutto il resto della casa, ed è fondamentale l’esposizione di libri di alta pasticceria per sottolineare anche lì la linea di progettazione della BAKERY HOUSE “DOLCEMENTESAMY“.

Contatti dell’Arch. Giovanni Callocchia:

1. Foto frontale
2. Foto laterale
3. Foto laterale
Living Books

L’abitare contemporaneo

di Stefano Mavilio

(Architetto)

L’abitare contemporaneo -futuro?- dovrebbe consentirmi di fare tutto in qualunque luogo della casa e di muovermi liberamente senza nemmeno disporre dei banchi a rotelle. La casa come la conosciamo oggi -ingresso, cucina tinello, salotto buono, tende e mantovane- va assolutamente de-funzionalizzata, salvo poche eccezioni, ove necessario: il bagno, col tappetino in pelo erto e le tendine ricamate da nonna, sarà pur sempre un bagno, anche se non escludo che vi ci possa lavorare (è capitato che accadesse durante il primo lockdown).

La cucina sarà invece drammaticamente diversa: tornerà ad essere il <focus> della dimora, dove azione e pensiero riprenderanno a collaborare, vuoi che si tratti dello stufato, che del telelavoro, magari con annessa collezione di pentolame; giacché, pur vivendo una contemporaneità fatta di smaterializzazione dell’hardware, difficilmente ridurremo in dimensione il tegamino per le uova, almeno fino a quando esisteranno le uova (ma la domanda è pur sempre valida: perché invece di un tegamino ne accumuliamo intere collezioni?).

Tutto il resto deve essere <spazio per le diverse temporalità del vivere>: ove volessi dormire, in qualunque momento della giornata (telelavoro la notte con gli USA), apparirà un letto; ove volessi invece lavorare sul letto, appariranno i devices (i nostri figli già lo fanno). Rimuoveremo gli inutili salotti borghesi, i divani, i tavoli da pranzo; le mensole, i comò, i trumeau; perfino i buffet ed i controbuffet.

Come

Dovremo avere la possibilità di attrezzare un letto oppure una postazione di lavoro all’istante, quasi fosse un episodio di Star Trek. Il mio letto potrà essere scrivania; la scrivania, il letto. Perderanno significato anche le parole: meno oggetti meno parole, meno parole ma più significative (è troppo se dico multi-semantiche?). Del resto già oggi il tablet e il tavolo da cucina si esprimono con la medesima parola.

Quando i piani saranno ridotti a piani, siano essi orizzontali che verticali; quando i soffitti torneranno cieli e le finestre squarci di orizzonti; quando avrò definito il nuovo necessario corredo di utilità, avrò forse un’idea di cosa significherà l’abitare contemporaneo.

Luogo di gioia e di creatività fatta di cose semplici (non semplici cose) ma proprio perché semplici in grado di esprimere tutto il loro potenziale evocativo. E in questo rinnovato paesaggio domestico, in un tripudio di reti wi-fi e di reti neuronali, solo un oggetto avrà ancora valore di paradigma, di modello esemplare: l’ARTEFATTO LIBRO, che pur essendosi parzialmente smaterializzato in innumerevoli e-books, pdf e simili notazioni del nulla, è ancora oggi il Re delle nostre case. Comprate dunque una libreria che sia la sua Regina: prima o poi essa -magicamente- si riempirà.

Conserve letterarie, Libri

LE ULTIME LEZIONI DI GIOVANNI MONTANARO

La recensione che segue è la versione scritta della recensione già pubblicata in formato video sul canale YouTube di Frenchibuc che trovate qui!

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Vi auguriamo una buona lettura con il nostro nuovo blogger (youtuber) e vi invitiamo a lasciare i vostri commenti nell’apposita sezione! 😉

Jacopo è un ragazzo come tanti altri che è in procinto di laurearsi in Economia nella sua città, Venezia.

Come molti suoi coetanei, però, vive un periodo di malessere. Chi almeno una volta nella vita non si è posto questa domanda: “e adesso che finirò gli studi che farò? Lavorerò? Metterò su famiglia? Cambierò città?”.

Chi, trovandosi improvvisamente davanti la vastità della vita, non ne è rimasto turbato, spaventato?

Jacopo ha bisogno di parlare con qualcuno, di sfogarsi, ma a chi chiedere? I genitori non gli sono mai sembrati così lontani, la ragazza (scintilla che fa scattare la crisi) lo ha appena lasciato, gli amici non sono adatti per parlare di queste cose……….

Durante questo periodo nero, però, il nostro protagonista ritrova una figura che non vede da tempo: il Professor Costantini, un insegnante del liceo che il ragazzo stimava molto per la sua abilità di spiegare letteratura alla classe.

Dopo un primo incontro fortuito l’anziano Professore invita il suo ex allievo nella sua casa a Sant’Erasmo, un’isola nella laguna di Venezia.

Dopo una riluttanza iniziale Jacopo decide di accogliere l’invito di Costantini e di andare da lui per finire la sua tesi.

E così inizia per il ragazzo un periodo di studio intenso, immerso nella campagna veneta. Qui, in questo ambiente quasi bucolico, dove i profumi dei fiori e del mare si mescolano con quelli dei libri del vecchio Professore, Jacopo comincia a confidarsi con l’insegnante. Gli racconta tutto: la sua vita, le sue speranze, il suo malessere interiore. E l’uomo ascolta, prima passivamente, poi dispensando consigli e infine iniziando a raccontare a sua volta la sua vita a quel ragazzo che inizia, forse, a vedere come un figlio.

Jacopo conosce anche Lucia, la figlia del Professore, costretta, fin dalla nascita, sulla sedia a rotelle. Pur non riuscendo a parlare la ragazza riesce sempre a comunicare i sentimenti che prova.

La trama è tutta qui, nessun colpo di scena, nessun lieto (o almeno non per tutti) fine.

Eppure questo piccolo spaccato di vita, riesce, con i suoi brevi capitoli, a tenere incollato il lettore alle sue pagine.

Personalmente mi sono molto immedesimato nel protagonista, nonché narratore. Del resto la sua esperienza, i suoi pensieri, i suoi sentimenti sarebbero potuti essere i miei, magari qualche anno fa.

Mentre leggevo, in quella casa in riva al mare, non c’era Jacopo, c’ero io. Un me stesso alternativo, diverso, ma allo stesso tempo uguale.

Ancora adesso, rileggendo quelle pagine, sento il profumo dell’albero di mimose tanto caro al Professor Costantini.

Auguro a tutti coloro che leggeranno questo libro di provare tale coinvolgimento e tale trasporto. Del resto i libri servono a quello. Volare con la fantasia e vivere nuove vite.

Le nostre scelte - Libri, Libri

“Il carnevale a Venezia” di Livin Derevel

Questo libro ci ha conquistato! Penserete forse per la trama seducente? Forse per il finale inaspettato o per la magia del Carnevale che trasuda da ogni sua pagina?

Certamente questo pamphlet colpisce anche per questi suoi caratteri, ma ciò che lo rende unico è il linguaggio con cui è stato scritto dall’autrice, Livin Derevel.

Ebbene sì, questa giovane scrittrice inonda il lettore di parole astruse, spesso desuete ricordandoci quanto ristretto sia il lessico che abitualmente usiamo per esprimerci…!

Parole come “cachinno eufonico“, “mistagogo“, “gazzarra“, “generoso refolo di Bora“, “ritratti evemeristici” sono solo alcune di quelle che più ci sono rimaste impresse…

Tuttavia di questo libello (146 pagine) sorprende non solo il linguaggio inusitato, ma anche la costruzione barocca e il doppio livello su cui è architettato: non si sa bene se i fatti accadano nella realtà o in qualche sogno del protagonista… E il dubbio permane fino alla fine!

La presenza delle Maschere del Carnevale (Arlecchino, Balanzone, Colombina, Brighella Pantalone solo per citare i personaggi più noti della Commedia dell’Arte ripresi dalla Derevel), spiriti eterni, resi terreni e collocati tra i comuni mortali (dove forse sono sempre stati, considerato che rappresentano i vizi atavici dell’umanità?!) e il loro modo di evadere le indagini del Commissario Lorenzo al fine di confonderlo nella ricerca dell’assassino, non fanno altro che dare risalto al folle periodo carnascialesco che ogni anno puntuale imperversa nella città di Venezia.

Ecco quindi che il Carnevale da semplice ambientazione diventa il vero protagonista del racconto!

In effetti Il Carnevale a Venezia, grazie alla sbeffeggiante e sgarzilla figura del suo Re, Arlecchino, rappresenta il grande trionfo di questa festa tradizionale sullo scetticismo nutrito nei suoi confronti dal Commissario Lorenzo.

Inizialmente Titubante e scettico sul folklore, sulla stravaganza e sulla leggiadria che provoca ogni anno questo appuntamento popolare, Lorenzo finirà col fare grandi scoperte: sia in termini personali (specifichiamo che l’autrice ha anche scritto il romanzo a tema LGBT “Arabesque” e in generale è pervasa dalla cultura LGBT), sia con riferimento alle fallaci indagini fino a quel momento svolte.

Che dire signori? Vi lasciamo alla lettura di questo tascabile con la frase latina riportata nelle sue primissime pagine: “Semel in anno licet insanire” che tradotta significa “Almeno una volta all’anno è lecito impazzire“!

Buona lettura!

TITOLO: Il Carnevale a Venezia

AUTORE: Livin Derevel

CASA EDITRICE: Milena edizioni

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2017

PREZZO (di copertina): €. 8,90