Arte

ARTE E PROVOCAZIONE O ARTE PROVOCATORIA?

Diversi artisti hanno fatto della loro arte una provocazione contro il sistema, contro il capitalismo, (alle volte addirittura) contro loro stessi, ma si può considerare anche questa una forma d’arte?

Ebbene a mio modesto pare sì.

Si pensi ad esempio allo stratagemma architettato da Bansky in persona per portare alla distruzione, durante un’asta di Sotheby’s a Londra, il famoso murales da lui stesso dipinto Girl with baloon…! cui i presenti all’asta hanno potuto assistere, poco prima l’opera era stata venduta per oltre un milione di sterline (poi rivendicata dallo street artist sul suo profilo Instragram).

L’opera si ferma nella tela o si genera nel momento in cui il comportamento dell’artista crea una nuova forma espressiva anche violenta o trasgressiva?

Un altro esempio di arte provocatoria è la Fontana di Duchamp, la quale fu rimossa dal Museo per essere gettata nella spazzatura.

L’opera posta nel suo contesto assume un connotato diverso, diventa intellettuale e non più calata nel concreto.

Come disse il filosofo Sthephen Hicks a commento della Fontana “L’Arte è qualcosa su cui puoi pisciare”.

Ultimo esempio è la banana bloccata da un nastro di scoatch dell’artista Maurizio Cattelan, un’opera effimera per la quale la critica si è divisa in due. Arte o non Arte?

Secondo il mio pensiero l’arte contemporanea è nell’idea, esce fuori dai canoni rappresentativi di dover per forza riprendere i tratti di un volto o di un paesaggio per farne una fotografia.

L’arte diventa intima e si manifesta attraverso un messaggio, semplice ed efficace coinvolgendo i mass media e provocando la società. Non si ferma più nella tela, nella scultura, ma diventa azione.

E voi? Cosa ne pensate?

Immagine offerta da Aleksander potete trovare il suo profilo instagram https://www.instagram.com/apasaric_photography/

2 pensieri su “ARTE E PROVOCAZIONE O ARTE PROVOCATORIA?”

  1. L’arte ha sempre provocato la società, la provocazione è una componente fondamentale e, credo, non sia solo una prerogativa del mondo contemporaneo, ma dell’arte in generale. L’osare, il rompere gli schemi ha permesso e permette all’arte di evolversi dal modernismo in poi, dandoci la possibilità di osservare la società, attraverso l’arte, in un altro modo. Gli impressionisti, per esempio, furono considerati dei rivoluzionari e banditi dal sistema artistico ufficiale, poiché non si attennero alle regole dominati dell’epoca. Le loro opere non vennero mai accettate dall’Accademia di belle arti francese per l’esposizione annuale, costringendo gli artisti a fondare una società (società anonima degli artisti,pittori, scultori, incisori) per poter organizzare delle esposizioni indipendenti. Siamo nella seconda metà dell’800 e questo rappresentò per l’epoca una grandissima provocazione, fatta da un gruppo di artisti che inizialmente vennero derisi e insultati da una società intera.

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    1. :Molto interessante…! Grazie per aver commentato!!! Riflettendo su quanto da te scritto: non sempre, comunque, nella storia dell’arte, la rottura degli schemi è stata vista quale provocazione non tollerabile, anzi da deprecare! Pensiamo ad esempio a Giotto… Riuscì a compiere una grande rivoluzione artistica distaccandosi dall’arte bizantina e dando finalmente volume e peso alle figure da lui rappresentante (umane e non). Giotto però, a differenza di quanto accadde per gli impressionisti qualche secolo dopo, venne molto apprezzato dai suoi contemporanei. Cimabue, il suo maestro, si accorse subito del talento del giovane e Dante, suo contemporaneo, gli dedicò alcuni versi nell’XI Canto del Purgatorio!

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