Le nostre scelte - Libri

“La street art è illegale?” di Roberto Colantonio

AUTORE:

Roberto Colantonio

SITO INTERNET:

https://lavoratorieimprese.com/

TITOLO:

La Street art è illegale?

DESCRIZIONE DEL LIBRO:
L’accusa più antica mossa alla street art è di sporcare, vandalizzare, di non essere, in definitiva, vera arte. Ma è ancora così? La street art cresce di anno in anno in visibilità, impatto sociale e valore economico. Il recente processo di musealizzazione ha portato a interrogarsi sui caratteri distintivi e, a ritroso, sull’anima di questa nuova forma di comunicazione, trasversale e virale come poche. Elemento contro e fattore aggregante, a ogni turning point si torna al peccato originario della street art. Non si può eludere la domanda: è un’arte illegale? Questo libro per la prima volta in Italia affronta in presa diretta le tematiche dell’arte di strada nelle sue implicazioni legali: il suo rapporto con il diritto d’autore, i reati di street art, lo scontro con la proprietà privata, il compenso dello street artistÈ tempo di bilanci per la street art, espressione autoriale sempre più giuridicamente rilevante.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE:
Roberto Colantonio, avvocato cassazionista. Ha pubblicato: Arte condivisa2012 – Art Sponsor, 2016 – il Collezionista d’arte contemporanea, 2018, con Iemme edizioniCompendio di diritto d’autore, 2017, Primiceri edizioniNuovo compendio di diritto dei beni culturali, 2020, GM Press edizioni.

BREVE PASSO ESTRAPOLATO:
“Tecniche miste e prove di trasmissione
Pittura e vernice spray, rulli e pennelli. A mano libera. Con un
braccio meccanico.
 Pensato su un blackbook, realizzato con un tiro
casuale di palloncini riempiti di colore. Stencil e poster. Tela, legno,
olio, acrilico, carta. Goauche, stampe digitali. È quello che hanno
trovato in giro gli Street artist, e lo utilizzano. Da soli, insieme, una
improvvisata jam o una crew in pianta stabile; l’uno contro l’altro,
un feud di guerre, di muri dove tutti cancellano tutti. Di notte, di
giorno, ancora di notte, notte più fonda. Notti di ronde di vigilanti e
telecamere a circuito chiuso, in un dock, una yard, un deposito, una
fabbrica abbandonata, una stazione. 
Alla luce del giorno, tra passanti
indifferenti, intimiditi, frettolosi. Parlando a un quartiere intero o
odiandolo indistintamente. 
Puristi contro muralisti, artisti decorativi
e guerriglieri, avanzi di graffitari e ragazzini che vanno alle medie.
Cittadini, istituzioni, comunità e quartieri dormitori. Pezzi unici, a tiratura,
riproduzioni incontrollate; opere originali, opere derivate, tributi,
citazioni, plagi, copie e contraffazioni. A volto scoperto, con un
cappuccio
“.

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