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“Lipa, profughi” di Tiziano Latronico

ARTISTA:

Tiziano Latronico


TITOLO DELL’OPERA:

“Lipa, profughi”. Olio su tela (h, 80cm – b, 40cm)

PROFILO INSTAGRAM:

tizianolatronico81


DESCRIZIONE DELL’OPERA:

Disumanizzazione è l’unica parola che mi permette di sintetizzare il comportamento del mondo occidentale nei confronti dei profughi, perché quando non percepiamo, non vediamo la differenza, la tragedia e non riconosciamo le qualità proprie dell’ uomo, non riconosciamo noi stessi. Il campo di Lipa è l’immagine di questo concetto, è un esempio concreto di disumanizzazione. Persone abbandonate al proprio destino, letteralmente non considerate esseri umani, persone trasformate in fantocci inespressivi dal cinismo e dalla crudeltà di una società che ha paura del suo stesso respiro. Persone private della propria narrazione, svuotate emotivamente. L’unica cosa che gli resta è un ambiente indefinito e ostile, quasi irreale, una terra di mezzo imposta dal silenzio e dall’odio, dove nemmeno il cielo riesce a placarsi.


BREVE BIOGRAFIA DELL’ARTISTA:

Sono un autodidatta. Nel periodo peggiore della mia vita, l’infanzia, l’arte diventò una luce in mezzo all’oscurità. Animali e fumetti furono i miei soggetti preferiti. Nasco disegnatore, ma da un anno ho iniziato a dipingere. La condizione umana è un tema che cerco sempre di affrontare attraverso l’arte, mi da la possibilità di mettere e di mettermi in discussione.

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