Conserve letterarie, Libri

INCONTRI CON UOMINI STRAORDINARI DEL FILOSOFO ARMENO GEORGES I GURDJEFF

Incontri con uomini straordinari è la stimolante autobiografia scritta dal filosofo armeno Georges I. Gurdjieff (1872-1949), fondatore in Francia dell’Istituto per lo Sviluppo Armonico dell’Uomo.

Nel delineare le nove straordinarie figure che quest’uomo ebbe la fortuna d’incontrare in età giovanile e che gli furono indispensabili per costruire le basi del suo pensiero, il libro ripercorre gli innumerevoli viaggi, intrapresi da Gurdjeff in Asia ed Africa, accompagnato dagli amici che lungo la strada incontrava e che, attirati dalla sua ricerca incessante sull’anima, sulla verità e sulla vera conoscenza, decidevano di seguirlo in questo suo percorso spirituale.

Nato ad Aleksandropol, in Armenia, da padre greco e da madre armena, Gurdjieff aveva mostrato fin dai primi anni della sua vita una spiccata capacità di apprendimento e questo aveva spinto i genitori a sottrarlo dal collegio della città di kars, per affidare la sua istruzione ad insegnanti privati che potessero avviarloalla carriera sacerdotale.

Nel frattempo il giovane, vista la miserevole condizione economica in cui versava la sua famiglia, aiutava il padre, nella sua attività di carpentiere, dimostrando anche in campo lavorativo un grande ingegno. Gurdjieff intratteneva spesso con i propri insegnanti ampie discussioni sulle grandi questioni riguardanti l’uomo e la sua anima ed in particolare era affascinato dai fenomeni soprannaturali a cui aveva egli stesso assistito (sedute spiritiche e miracoli), ma che non riusciva a spiegarsi.

Alla ricerca di adeguate risposte che il suo primo maestro, Padre Bors, non era stato in grado di fornirgli egli inizia a leggere una gran moltitudine di libri e a viaggiare alla ricerca di plausibili spiegazioni. Ha inizio il periodo più fecondo per la sua formazione. L’incontro con eccezionali personalità quali Principi, medici, Dervisci (discepoli di alcune confraternite islamiche), fachiri e veggenti spinge il giovane sempre verso nuovi orizzonti ed alimenta la sua fame di conoscenza, quella vera e non quella che agli uomini comuni è data come certa, ma che in realtà cela significati ben più complessi e profondi.

Nel mondo europeo, come in quello asiatico, per il filosofo, regna una grande ignoranza alimentata da false informazioni che giornalisti e scrittori hanno purtroppo il potere di veicolare presso le comunità inducendo l’intelletto umano a farsi una distorta rappresentazione della realtà.

Con grande tenacia e spirito aggregante (erano arrivati a 200 i suoi seguaci) egli vaga per le ostili terre asiatiche sostenendo, solo, con le sue risorse economiche questo gruppo di persone che per lui avevano lasciato le loro vite e che si sentiva in dovere di accudire.

Nonostante diversi critici abbiano sostenuto che egli avesse psicologicamente abusato con l’ipnosi e le danze sacre di adepti fragili e deboli di mente, Gurdjieff riuscì ad aprire nell’ultimo periodo della sua vita presso Fontainebleau, in Francia, l’Istituto in cui i suoi insegnamenti venivano impartiti.

Tuttavia, a causa della sua cagionevole salute e delle mancanti risorse economiche, dovette chiudere la scuola per finire gli ultimi anni della sua vita in solitudine e meditazione a Neuilly-sur-Seynedove dove morì nel 1949.

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